queenseptienna (queenseptienna) wrote in thestaticage_ff,
queenseptienna
queenseptienna
thestaticage_ff

[Glee] La giusta punizione è il prezzo da pagare per i propri sbagli - Cap 5

Titolo: La giusta punizione è il prezzo da pagare per i propri sbagli
Fandom: Glee
Autore: queenseptienna 
Pairing: Dave Karofsky/Kurt Hummel (Kurtofsky \O/)
Personaggi: Dave Karofsky, Kurt Hummel, Will Shuester, Finn Hudson, Rachel Berry, Mike Cheng, Tina, Artie Abrams, Quinn Fabray, Noah Puckerman, Sue Sylvester, Mercedes Jones, Blaine Anderson.
Rating: NC17
Genere: romantico, angst
Avvertimenti: slash, sesso descrittivo, linguaggio, hurt/comfort, song fic, what if?
Info: dedicata a quelle donnine pucciose vanryo , hikaruryu  e ishirane nonché anche a hmirai  che ha appena apprezzato questa ship XD.
Disclaimer: Glee non mi appartiene, così come i suoi personaggi.











Kurt aveva deciso di trovarsi con Blaine in quel locale subito dopo lo spettacolo scolastico. Gli aveva spedito un sms dal suo iPhone e lo aveva pregato di raggiungerlo lì nel tardo pomeriggio. Aveva davvero bisogno di una faccia amica con cui conversare.

Quando si trovarono fuori dal Bel Grissino Kurt represse con decisione il desiderio di saltargli al collo e piagnucolare sull’elegante maglioncino di cashmere Dolce e Gabbana che l’altro indossava sopra una camicia azzurrina.

- Ehi. – lo salutò il Warblers, con l’ampio sorriso che lo contraddistingueva e l’altro avvertì la famigliare perdita di un battito al cuore. Era proprio vero che Blaine riusciva ad ipnotizzare con il suo sorriso Durbans.

Hummel gli corse incontro, con il fiatone e l’espressione sconvolta, al punto che Anderson si disse che la faccenda era molto più grave del previsto.

- Non funziona! – esclamò Kurt, quando si sedettero al tavolo e addentando i famosi grissini e passandosi una mano sul viso. – Non riesco a stargli vicino più di dieci secondi prima di morire di paura. –

Blaine inarcò un sopracciglio, decisamente perplesso. – Kurt, devi insistere. Hai detto che canta bene. Beh, non balla magnificamente, questo te lo posso concedere, ma non potresti sforzarti un po’ di più e venirgli incontro? –

- Non ce la faccio. – sussurrò l’altro, producendosi in un sorriso di circostanza quando la cameriera portò loro le insalate che avevano ordinato. – Voglio dire, lui mi piace. E’ da quando mi ha baciato che non penso ad altri che a lui, ma quando mi tocca ho paura e non posso farci niente. E’ una sensazione orribile. –

Lo studente della Dalton storse la bocca in una smorfia, non aveva tenuto conto del terrore atavico che Kurt aveva nei confronti di Karofsky, ma poi si rimproverò, dicendosi che era del tutto normale che il poverino non fosse per niente attratto dall’idea di farsi toccare da colui che lo aveva picchiato e ricoperto di granita per ogni suo giorno di scuola. – Mi sa che dobbiamo cambiare strategia. –

 





Your cruel device

Your blood like ice

One look could kill

My pain, your thrill

I want to love you, but I better not touch (Don't touch)

I want to hold you but my senses tell me to stop

I want to kiss you but I want it too much (Too much)

I want to taste you but your lips are venomous poison

You're poison runnin'thru my veins

You're poison, I don't want to break these chains

Your mouth, so hot

Your web, I'm caught

Your skin, so wet

Black lace on sweat

I hear you calling and it's needles and pins (And pins)

I want to hurt you just to hear you screaming my name

Don't want to touch you but you're under my skin (Deep in)

I want to kiss you but your lips are venomous poison

You're poison runnin'thru my veins

You're poison, I don't want to break these chains

Poison






 

Dave aveva appena rimesso un paio di libri nel proprio armadietto quando lo sguardo gli cadde sulle statuine da matrimonio che aveva rubato ad Hummel tempo prima, quando spaventarlo a morte era ancora il suo sporco lavoro. Uno spiacevole lavoro, diceva dentro di sé, ma l’idea di avere qualcosa di suo lo rassicurava, gli faceva sentire meno dentro quel desiderio incontrollabile di avere tutto di lui, al punto di fargli male.

Gli ultimi avvenimenti poi non avevano aiutato per niente. Lo spettacolo che avevano allestito con le musiche dei Green Day era stato bellissimo e lui si era divertito un sacco. Inoltre aveva preso in braccio Kurt un sacco di volte e la cosa lo aveva mandato su di giri.

Ma Hummel si scostava da lui come se avesse la lebbra.

In quegli istanti avrebbe desiderato tantissimo afferrarlo per le braccia e stringerle fino a sentire le ossa schioccare, oppure spingerlo contro qualche parete e baciarlo fino a perdere il fiato, ma se mai lo avesse fatto Kurt si sarebbe allontanato sempre di più da lui.

Decisamente Dave non era sulla strada giusta, ma ancora una volta coccolò quelle due statuine come se fossero la cosa più preziosa che esistesse. Si sentì ridicolo, perché le conservava solo perché l’altro le aveva toccate. E ci aveva sorriso sopra.

Sono patetico, infinitamente patetico!Pensò, mentre le rimetteva al loro posto, ben nascoste sotto una montagna di quaderni e biro ammucchiate alla rinfusa. Stava per chiudere l’armadietto quando una grossa mano si posò su una sua spalla e Dave si voltò per controllare chi fosse.

Azimio.

- Ehi amico, come va? – domandò quest’ultimo, reggendo in mano una granita. Dave guardò prima lui poi il bicchiere e sospirò pesantemente.

- Bene, Az. Ora, vuoi tirarmela in faccia e farla finita? –

Ma l’altro sorrise, mettendogli la granita in mano. – Il tuo gusto preferito. –

Dave non riuscì a rispondere niente di sensato, ma era felice che il suo migliore amico la smettesse di tormentarlo perché era stato obbligato ad entrare nel Glee, ma temeva che quel gesto significasse altro: tipo gettarla su Hummel che in quel momento passava nel corridoio con aria stravolta. Si portò la cannuccia alle labbra e si girò di nuovo verso il proprio armadietto aperto, ignorando palesemente il piccolo elfo che passava soprapensiero alle loro spalle. Meglio far finta di niente con Azimio, che ricoprire la sua cotta adolescenziale di granita. Era certo che quel gesto lo avrebbe allontanato ancora di più, oltre che a dargli un sacco di problemi.

Veleno.

Ecco cos’era Hummel, il veleno che gli scorreva nelle vene, esattamente come diceva la stessa “Poison” di Alice Cooper che Finn Hudson stava canticchiando mentre si rintanava nei bagni.

 





One look could kill

My pain, your thrill

I want to love you, but I better not touch (Don't touch)

I want to hold you but my senses tell me to stop

I want to kiss you but I want it too much (Too much)

I want to taste you but your lips are venomous poison

You're poison runnin'thru my veins

You're poison, I don't want to break these chains

Poison

I want to love you, but I better not touch (Don't touch)

I want to hold you but my senses tell me to stop

I want to kiss you but I want it too much (Too much)

I want to taste you but your lips are venomous poison, yeah

I don't want to break these chains Poison, oh no

Runnin'deep inside my veins, Burnin'deep inside my veins

It's poison I don't want to break these chains






 

 Continua...



 
Tags: avvertiment: song-fic, avvertimenti: friendship, avvertimenti: hurt/comfort, avvertimenti: linguaggio, avvertimenti: sesso descrittivo, avvertimenti: slash, avvertimenti: what if, fandom: glee, fic: la giusta punizione, genere: erotico, genere: introspettivo, genere: musicale, genere: romantico, personaggio: blaine anderson, personaggio: dave karofsky, personaggio: kurt hummel, rating: nc17
Subscribe
  • Post a new comment

    Error

    Anonymous comments are disabled in this journal

    default userpic

    Your IP address will be recorded 

  • 7 comments