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07 February 2011 @ 02:24 pm
[Harry Potter] Indifference Snow  
Titolo: Indifference Snow
Fandom: Harry Potter
Autore: queenseptienna 
Pairing: James Potter/Severus Snape
Rating: R
Genere: angst, romantico
Avvertimenti: slash, sesso non descrittivo
Info: scritta per il #4 p0rn Fest indetto da fanfic_italia  con il prompt HARRY POTTER James Potter/Severus Snape, Snivellus e per il prompt “Codardo” della mia tabella del bingo_italia .
Fa parte della mia saga “Red Snow” dedicata a questo pairing.
Disclaimer: mai successo, mai accaduto, Harry Potter non è mio o adesso sarei in crociera ai Caraibi.




Hogwarts sapeva essere la casa di qualunque studente, ma alle volte era persino in grado di renderti totalmente invisibile. Le persone passavano per i corridoi, il loro sguardo indifferente scivolava sulla pelle come una carezza e Severus ci stava bene a vivere in quell’anonimato. Serviva a difenderlo, a proteggerlo dagli sguardi troppo penetranti, ma molto spesso quella specie di scudo si infrangeva senza pietà, conficcandosi in lui come artigli che facevano sanguinare il suo dolore.
Quei momenti erano però preziosi.
Severus si sentiva in preda ad una crisi di dualismo, da una parte il naturale desiderio di fuga, dall’altra il crescente bisogno di uscire fuori da quella bolla e farsi notare. Da lui.
Ma lui la maggior parte delle volte lo ignorava, lasciando che fosse lo stesso Severus a rincorrerlo.
Si sentiva spezzato dentro.
Poi un giorno James Potter aveva deciso che sarebbero dovuti stare insieme, ma non voleva che il cane pulcioso lo sapesse, per cui ancora una volta Snape aveva sputato il suo assenso e aveva eseguito.
“A cosa stai pensando, Snivellus?” la voce roca di James lo colse di sorpresa, seguita da una tirata di capelli. La mano libera era sui fianchi nudi e ossuti del Serpeverde, non era una presa gentile, ma ferrea e atta a non farlo scappare via.
Come se lo avesse voluto.
“A quanto vorrei che stessi zitto, Potter” rispose, cercando di tacitare dentro di sé il tumulto interiore. Odiava sentire così piacere, odiava il modo in cui moriva dolcemente ad ogni spinta di James, odiava la resistenza inesistente con la quale tentava di opporsi alle lente carezze del Grifondoro.
Odiava Potter.
Amava James.
“Dovresti smettere di pensare alle volte, ti farebbe bene.” James gli baciò la pelle dietro all’orecchio, era incredibile quanto potesse essere splendido fra le cortine tirate del baldacchino del letto di Severus, mentre gli sospirava cose che poi si infrangevano contro il muro di indifferenza del suo ritorno fra i Marauders.
Snape annuì un poco, giusto per farlo tacere e chiuse gli occhi, mentre l’ennesima staffilata lo portava sull’orlo del baratro, desiderando intensamente il piacere.
Le spinte di James si fecero più frenetiche un istante dopo, mentre lo schiacciava contro il materasso e non lasciava mai la presa dai suoi fianchi, perché se lo avrebbe fatto si sarebbe perso e James non voleva perdersi con Severus.
O forse avrebbe voluto farlo, avrebbe voluto che tutto fosse diverso, quindi perché no?
Odiava Snape.
Amava Severus.
Per cui per quella volta si concesse di passare oltre alla fitta neve d’indifferenza e rantolò un lieve “Ti amo, Snivellus” al suo orecchio, giusto per dargli quel dolce tormento in più con cui il Serpeverde avrebbe passato le giornate a struggersi chiedendosi se lo avesse sentito veramente.


FINE