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02 January 2002 @ 05:51 am
[Bastardi senza gloria] Divertissement  
Titolo: Divertissement
Fandom: Bastardi senza gloria
Autore: queenseptienna 
Pairing: Donnie/Aldo
Rating: R
Personaggi: Donnie Donowitz, Aldo Reine, Hugo Stiglitz
Genere: erotico, violento
Avvertimenti: scene di violenza, slash, scene di sesso non descrittivo
Info: per il prompt “Ossa” del della mia tabella per il bingo_italia 
Disclaimer: Bastardi senza gloria è un film, nulla mi appartiene e nessuna cavolta sul copyright è inclusa nel prezzo, né si vuole ledere all’opera del Maestro Tarantino. Se ci guadagnassi non sarei qua a tirare la carretta.




All’Orso Ebreo piaceva tanto tanto tanto alzare la propria mazza da baseball più in alto che poteva con le proprie possenti braccia e abbassarla con tutta la forza con cui era in grado sul cranio del nazista di turno e ripetere il tutto fino a che non rimaneva altro che poltiglia. Se poi il bastardo era anche un personaggio importante presso il Reich, incideva anche il suo nome sulla mazza, come un premio di guerra. Sì, gli piaceva proprio tanto.

Anche ad Aldo Reine piaceva starlo a guardare, mentre Donnie – Orso Ebreo – Donowitz giustiziava i nemici. Sì, gli piaceva un sacco. Un po’ meno calmarlo dopo quando, in preda all’estasi e all’adrenalina, il suo sergente brandiva la mazza contro chiunque gli capitasse a tiro. Un giorno per poco non spaccava la testa a Hugo, ma il tedesco era stato più veloce e gli aveva fatto volare via la mazza con un calcio diretto ai polsi.

Così, dopo ognuno di questi divertissement, il tenente si ritrovava a rimuginare su come calmare in fretta il suo soldato, per impedirgli di far fuori anche i suoi compagni di squadra e spesso trovava metodi piuttosto fantasiosi, ma che si esaurivano nel giro di breve.

L’Orso Ebreo era una bestia fatta e finita, un animale rinchiuso in un corpo possente, barbaro, ma affascinante nei tratti, che si sfiguravano ferocemente ad ogni mattanza. Ad Aldo piaceva molto anche guardare quel corpo, molto spesso macchiato dal sangue nemico o dai brandelli schizzati via da essi al momento della loro tragica e sventurata morte.

- Dovresti lavarti. – gli disse un giorno, strappando pezzi di carne secca dalla propria razione. –Infilati in quella grotta e levati quello schifo di dosso. –
- Signore. – Donnie lo guardò con occhi lucidi e furiosi di un pazzo – Abbiamo poca acqua. Meglio berla, che usarla per lavare me. –

Hugo roteò gli occhi al cielo e gli tirò addosso la propria borraccia. – Va a lavarti, americano. Il tuo fetore ci farà scoprire dai nemici di questo passo. –
- Fottiti, Stiglitz! – sbraitò Donnie, ma Reine lo afferrò per un braccio e lo tirò dentro la caverna presso cui si erano accampati.

- Il nostro compagno ha ragione. – gli disse docilmente, ma senza accennare ad un’espressione del viso più mansueta. – Puzzi. E devi calmarti. Di questo passo farai fuori anche noi. Comprendo la tua gioia nell’ammazzare quei bastardi, ma devi darti un limite o il furore ti divorerà. –
- Sì, signore. – rispose mesto l’altro, seguendolo e battendosi leggermente la mazza ancora sporca di sangue contro lo stivale. – Obbedisco immediatamente. –

Aldo annuì secco e si fermò al centro della caverna, dove era stato lasciato un fuoco acceso. Si tolse da tracolla anche la propria borraccia e la aprì. – Spogliati Donnie, ti do una mano. –
Il sergente non rispose nulla e se era stupito non lo diede a vedere. Si limitò a privarsi della canotta sgualcita e dei calzoni macchiati, che vennero lavati in un attimo, dando loro una vaga parvenza di pulito. Reine odiava la sporcizia e anche durante l’eliminazione di sporchi nazisti bisognava essere in ordine. Non erano un branco di barboni qualunque, erano i Bastardi ed erano americani.

Rimaneva solo il corpo atletico del sergente a cui dare una pulita e Aldo vi si dedicò senza troppo impegno, dando la maggior parte delle sue attenzioni alle zone basse dell’Orso.
- Sei stato bravo oggi. – ringhiò al suo orecchio, spingendolo contro una parete della caverna e masturbandolo senza pietà e riempiendosi le orecchie dei suoi gemiti. – Venti nazisti uccisi, stavo per venirmi nelle mutande a guardarti. Meriti un premio. –

Donowitz schiuse la bocca carnosa per rispondere, ma si limitò a piantare le dita nelle spalle del tenente e stringere, perso nell’estasi di sentire le sue labbra intorno al proprio uccello.
Quando l’uomo si rialzò, pulendosi la bocca con un ghigno, gli lanciò la borraccia mezza vuota. –Finisci di lavarti, mio animale, se ne ammazzi altri venti entro stasera, ti prometto di meglio. –

L’Orso Ebreo non si fece pregare. Non avrebbe privato il suo superiore del suo divertissement preferito, ma non si sarebbe perso il suo per niente al mondo.

FINE